avArc

aGis - a landscape of memory and temporalities

PoH-Code: poh.16927

Casoli, campo di concentramento fascista Casoli (CH), Italia

—

Istituti di concentramento nel
ambiente fascista indicano uno spazio limitato all'interno del perimetro
all'interno del quale sono separate diverse categorie di detenuti in strutture
già esistenti o nuove. Questi sono quasi sempre aree monosessuali, cioè
maschile o femminile, e raramente miste.

I luoghi di internamento volontario sono
comuni di detenzione forzata per internati, che possono riconciliarsi con la
loro unità familiare. È evidente che i termini "internamento" nell'istituto di
concentramento fascista siano più sgradevoli e duri rispetto ad altri: promiscuità
limitata libertà di movimento, regole ferree, separazione dal nucleo familiare
controllo, punizioni, divieto di lavoro, limitata comunicazione ecc.

Partendo da questi
pensieri, il campo Casoli è stato considerato un istituto di concentramento per
internati (abbreviato in "campo fascista") a causa della sua struttura e funzione.
La decisione di istituire il campo a Casoli è stata anche influenzata dalla
posizione geografica.
Nel
resoconto dell'ispettore della sicurezza pubblica Robert Falcone del 27 aprile
1940 leggiamo:

 

"Le più pericolose
categorie di internati o detenuti possono essere inviati, se possibile, nei comuni
di Casoli e Lama dei Peligni, che si trovano in un'area montuosa della provincia
lontani dalle principali vie di comunicazione e dalle ferrovie dello Stato."

Il campo fascista di Casoli aveva due
differenti fasi di internamento a causa di due diverse categorie di internati.
Abbiamo la prima "fase ebraica" del campo, che va dal 9 luglio 1940, data
d'ingresso della prima squadra di 51 ebrei stranieri provenienti dal carcere
di Trieste, fino al 3 maggio 1942, data d'ingresso della squadra di internati
politici, antifascisti, "ex Jugoslavi", trasferiti dall'istituto di concentramento
di Corropoli (regione Teramo). Tutti gli ebrei del campo di Casoli sono stati
trasferiti nel campo di Campagna in provincia di Salerno.
Questa seconda fase è durata fino al 2 febbraio 1944, data indicata nel
documento che ancora conferma la presenza di 18 internati sloveni, che
dimostra il fatto che il campo è rimasto attivo nonostante la pace del 8 settembre
1943. Tra il 1940 e il 1944, attraverso il campo di Casoli sono passati in totale
218 internati: 108 ebrei stranieri, principalmente Austriaci, Tedeschi, Croati e
Slavi, e 110 "ex Jugoslavi", principalmente Croati e Sloveni, "Julijani che parlano
la slovena e/o la croata".

Fonte: campofascisti.it

Translation · AI tier 5

Fonti

  • Partizanstvo.si — Partizanski spomeniki (#8888) (ed20b5a4-6362-4597-94a3-79f7e0bd0df5) — Partizanstvo.si — Partizanski spomeniki (#8888)

Posizione e mappa

Posizione sulla mappa disponibile (Punto) · spatial accuracy: 4 — Accurato

Descrizione testuale della posizione

Via Giuseppe Borelli 14, Casoli

Panoramica mappa
Karte: © OpenStreetMap-Mitwirkende, OpenTopoMap (CC-BY-SA), SRTM

Partecipa